Perché è importante fare l’editing di un libro

Editing libro

C’è un momento, tra quando si finisce di scrivere un libro e quando il libro stesso è pronto per essere pubblicato e letto, in cui sul manoscritto vengono fatti una serie di interventi che rispondono al nome di editing.

Ma cosa significa editing?

Il vocabolario Treccani definisce l’editing come la “cura redazionale di un testo per la pubblicazione, cioè lettura attenta intesa a verificare la correttezza di ortografia, grammatica, sintassi, l’organizzazione strutturale del testo e la sua coerenza interna, l’adeguatezza dello stile, l’esattezza e la rispondenza alla realtà delle asserzioni scientifiche, storiche, ecc.”

Si tratta, infatti, di una revisione approfondita del testo, che prende in considerazione vari aspetti dell’opera e che ha lo scopo di rendere il libro migliore sotto molti punti di vista.

In questo articolo spiegheremo come si svolge un editing, quali tipi di editing esistono, perché è necessario l’intervento di un editor prima di pubblicare un libro, ma anche prima di inviare il manoscritto alle case editrici, come mai deve essere fatto da una persona diversa dall’autore o dall’autrice e tanto altro.

Prima di addentrarci nella lettura, ti ricordo che se stai cercando un editor e vuoi ricevere una prova gratuita su alcune pagine del tuo manoscritto puoi scrivermi all’indirizzo info@letiziabadioli.it o cliccare il bottone qui sotto.

Perché l’editing è fondamentale

Supponiamo di aver scritto una bella storia. La trama è avvincente, i personaggi sono interessanti, la sintassi è corretta. L’abbiamo fatta leggere a parenti e amici, a qualche beta-reader o a persone interessate al genere a cui il libro appartiene e che si sono rese disponibili a dare un parere, e tutti lo hanno apprezzato e ci hanno detto che è bello.

A questo punto siamo convinti che sia pronto per essere inviato alle case editrici, oppure decidiamo di diventare editori di noi stessi, cerchiamo qualcuno che ce lo impagini e realizzi una bella copertina e lo autopubblichiamo.

Nel primo caso, è molto probabile che nessuna casa editrice ci contatti per dirci che sono interessati, nel secondo le nostre vendite potrebbero essere piuttosto limitate.

E come mai accade questo?

Una delle motivazioni più probabili è che non è stato fatto un editing professionale sul manoscritto prima dell’invio alle case editrici o  prima del self publishing.

Un libro o un racconto che non è stato editato, oltre a presentare eventuali refusi, errori di battitura o grammaticali (per eliminare i quali sarebbe sufficiente anche solo una buona correzione di bozze, e della differenza con l’editing ne parleremo in un prossimo articolo) potrebbe avere delle piccole o grandi incoerenze interne delle quali lo scrittore o la scrittrice ha molta difficoltà ad accorgersi.

Errori comuni e come l’editing può evitarli

Quando scriviamo abbiamo ben in mente la storia e può capitare che si omettano dei dettagli che per noi sono chiari ma per chi legge non lo sono altrettanto. Parenti e amici che leggono il nostro manoscritto di solito non hanno le competenze tecniche per rilevare i problemi, anche quelli più evidenti, e potrebbero non dedicarcisi con la dovuta attenzione o avere timore di farci restare male se ci muovono delle critiche. Non dimentichiamo che lettori e lettrici non sono editor, non è il loro ruolo segnalare errori, quello che fanno è dare un giudizio basato sul proprio gusto e sulla propria sensibilità.

A volte i problemi sono strutturali, ci sono grosse incoerenze oppure la storia non ha basi solide e si fa un eccessivo ricorso a stratagemmi o deus-ex-machina che indeboliscono la trama. Altre volte i personaggi non hanno un arco di trasformazione opportuno ma entrano o escono dalla storia senza subire cambiamenti, senza lasciare un’impronta. Gestione del narratore e del punto di vista, poi, sono altri aspetti che spesso generano problemi. 

Quando si svolge l’editing capita anche di imbattersi in errori di piccola entità che, se non vengono corretti, rischiano di far apparire un po’ sciatto il libro o il racconto.

Mi è capitato di editare storie in cui alcuni personaggi secondari a un certo punto cambiavano nome perché l’autrice o l’autore aveva deciso così, dimenticando però di apportare le modifiche nelle pagine precedenti. Oppure personaggi che portano a passeggio il cane ma poi il cane scompare e di lui non se ne sa più niente per il resto della storia. Per non parlare di genitori a cui cambia il numero dei figli nel corso delle pagine, oppure quelli che a un certo punto senza motivo si scopre che fanno un altro lavoro rispetto a quello iniziale, oppure hanno un diverso colore dei capelli, sono più alti o più bassi.

Questo tipo di problemi non sconvolgono la trama e si potrebbe dire che sono trascurabili, però la cura dei dettagli rende un’opera più bella e gradevole, evitando spiacevoli sensazioni in chi legge.

Perché è importante fare l’editing del tuo libro prima di inviarlo a una casa editrice

È buona norma che una casa editrice affidi ai propri editor il lavoro di revisione editoriale di un libro prima della pubblicazione, per cui viene da chiedersi come mai sia necessario commissionare l’editing a un o una professionista prima di inviarlo a qualcuno che comunque lo revisionerà di nuovo.

Ci sono almeno due motivi.

  • Il primo è che non tutte le case editrici sono abbastanza grandi e strutturate da poter avere al proprio interno uno o più editor che si occupino della revisione del testo prima della pubblicazione. A volte viene fatta solo una correzione di bozze per eliminare i refusi o gli errori più evidenti, ma non si lavora sulla trama, sui personaggi e sui molti altri aspetti che caratterizzano un libro. Si rischia quindi di dare alle stampe un’opera che non è pronta per essere pubblicata e potrebbe non essere apprezzata da lettori e lettrici.
  • Il secondo è che le case editrici, soprattutto quelle medio-grandi, ricevono un numero esorbitante di manoscritti da valutare. Quali è più probabile che siano invogliati a leggere? Senza dubbio quelli che fin dalle prime pagine si presentano ben scritti, in cui non solo non ci sono refusi, ma che hanno un incipit accattivante, in cui la tensione narrativa spinge fin da subito a continuare a leggere, in cui i personaggi sono ben presentati, il tono di voce è chiaro e coerente, e così via. Il personale della casa editrice che seleziona i manoscritti ha delle competenze tecniche che permettono loro di vedere quasi al primo sguardo quello che non va.

Per questo, prima di mandare un manoscritto a una casa editrice è fondamentale, per non essere scartati subito, che il libro sia passato tra le mani di una figura professionale in grado di correggere quei problemi che a un occhio esperto sono evidenti fin dalla prima lettura.

Le fasi dell’editing

Una volta che abbiamo capito che l’editing è fondamentale se si vuole pubblicare un libro al massimo delle sue potenzialità, vediamo come si svolge questa attività.

Si tratta di un lavoro che l’editor in gran parte fa in autonomia, ma che ha molti momenti di condivisione con l’autore o l’autrice.

Specifichiamo subito che editare un manoscritto non significa che una persona diversa da chi l’ha pensato e scritto ne stravolgerà il contenuto, la forma o lo stile. L’editor non prende decisioni al posto di chi ha scritto il libro e nessuno scrittore o scrittrice viene estromesso durante la revisione.

Si parte con un incontro, di persona o in videochiamata, ma basta anche una telefonata o uno scambio di mail, in cui ci si conosce, si parla del libro, di quali sono le ambizioni e le speranze di chi lo ha scritto, di quale tipo di intervento c’è da fare sul testo. Di solito viene fatta anche una prova su qualche pagina, giusto per rendersi conto di come viene svolto il lavoro.

L’editor poi riceve il manoscritto, lo legge con attenzione e inserisce a lato del testo i commenti che ritiene opportuni. Può suggerire anche delle modifiche direttamente all’interno del testo, lasciandole in evidenza come revisioni, perché l’ultima parola deve essere sempre dell’autrice o dell’autore, che può accettare o rifiutare tali interventi e che riflette sui suggerimenti ricevuti nei commenti e apporta le modifiche con cui è d’accordo.

Dopo questa fase di riscrittura, il lavoro torna di nuovo all’editor, per un secondo “giro” di editing, se concordato. Possono anche esserci ulteriori interventi, tutto dipende da come si stabilisce di lavorare.

Ma che cosa viene controllato durante un editing? Dipende dal tipo di editing.

Tipi di editing libro

I tipi di editing

Lediting è un tipo di lavoro molto vario e sfaccettato e cambia ogni volta.

Non si lavora allo stesso modo su due libri diversi, perché ognuno ha le sue peculiarità e, inoltre, non si può prescindere dal conoscere caratteristiche e aspirazioni di chi lo ha scritto.

Per semplicità possiamo dividere i tipi di intervento di editing che si fanno su un testo in due grandi gruppi:

  1. Editing stilistico, detto anche editing leggeromicro editing, copy editing, in cui si fa attenzione in particolare a: lessicosintassiortografia e grammatica in generale, cliché, figure retoriche,  anacronismi, ripetizionipunteggiatura e così via. Si sta anche attenti che le scelte stilistiche siano coerenti in tutto il testo.
  2. Editing strutturale o contenutistico, chiamato anche profondomacro editing, content editing, in cui si evidenziano i punti di forza e di debolezza del testo, si ragiona su tramapersonaggiarco temporaleritmo della narrazione, punto di vista e narratore, efficacia dei dialoghi e dell’incipit, e vari altri aspetti tecnici.

Il tipo di editing che viene effettuato su un testo varia anche in base al tipo di libro che si deve editare, ad esempio se si tratta di un romanzo o di un saggio, o secondo la fascia di età a cui è destinato.

Scegliere il giusto editor

Affidare a qualcuno la cura della propria opera è come affidare una parte di sé, perché scrivere un libro, soprattutto un romanzo o un’autobiografia, è un atto intimo e personale. In ogni libro mettiamo qualcosa di noi ed è importante che venga rispettato e trattato con cura.

Si deve fare attenzione, perciò, e scegliere un editor con cui ci si sente a proprio agio, di cui ci si fida perché si sa che tratterà la nostra opera proprio come faremmo noi e lavorerà per renderla migliore possibile.

Tra editor e scrittrice o scrittore si instaura un rapporto lavorativo molto particolare. Durante la revisione ci sono scambi di opinioni sul testo, richieste di chiarimento e a me capita di trovarmi a scherzare su qualche aspetto divertente del libro o di condividere riflessioni più profonde sulla scrittura, ma talvolta anche sulla vita in generale.

Il supporto che fornisco non è soltanto di tipo tecnico, ma sfocia anche in quello emotivo. Gli scrittori e le scrittrici esordienti sono spesso presi dai dubbi e dalle incertezze, hanno il timore di non essere all’altezza degli obiettivi che si sono posti, hanno paura che il loro libro non riscuoterà successo. Il mio compito è anche quello di tenere alto il morale in vista della meta, dare consigli su quali case editrici potrebbero essere le più adatte per quel testo, oppure supportare nel corso del processo di self-publishing.

Al termine dell’editing di solito conosco il libro bene quanto chi lo ha scritto, l’ho letto molte volte, ci ho riflettuto, ci abbiamo riflettuto molto insieme, ne abbiamo parlato e si è diventati una squadra che punta allo stesso obiettivo.

E, si sa, avere qualcuno al proprio fianco a volte può fare la differenza.

Se cerchi una persona che ti aiuti a raggiungere il tuo obiettivo, fai clic qui o sul bottone sotto e scrivimi per un primo colloquio gratuito.

Quanto costa l’editing?

Non c’è un prezzo fisso per questo tipo di lavoro, è necessario leggere almeno qualche pagina del manoscritto per rendersi conto dell’entità degli interventi da fare e stabilire un prezzo di conseguenza.

Il costo di solito è espresso a cartella editoriale (una cartella editoriale è composta da 1.800 caratteri spazi inclusi). Indicare un prezzo a forfait oppure dare una cifra senza aver prima visionato il libro non è quasi mai opportuno.

Nella ricerca di un editor non è sufficiente chiedere qual è il costo a cartella editoriale, perché si deve anche sapere che cosa comprende quel prezzo, ossia quale tipo di intervento viene fatto e quanti giri di editing sono compresi.

Come accade spesso, più si è chiari fin dall’inizio e più il lavoro procederà bene e con soddisfazione di tutti.

Ma l’editing, quindi, è davvero così importante?

Sì, come abbiamo detto l’editing è fondamentale.

Anche le opere dei più grandi scrittori e delle più grandi scrittrici vengono sottoposti a una revisione professionale.

Teniamo ben presente che non si tratta di ricevere un giudizio, ma di essere affiancati da una persona preparata che può dare suggerimenti preziosi, aiutare a essere scelti dalle case editrici o auto-pubblicare un libro di qualità, che si differenzi nell’enorme offerta editoriale del self publishing.

Investire tempo e risorse in un editing completo è una scelta responsabile che molti autori o autrici scelgono di fare e, a sentire quello che mi dicono a lavoro concluso, non potrebbero più farne a meno.

Se vuoi conoscere ancora meglio l’editing o ricevere una prova gratuita su alcune pagine del tuo manoscritto, contattami qui oppure scrivimi all’indirizzo: info@letiziabadioli.it.

Ti aspetto per parlare del tuo libro e per farlo splendere come merita.

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