Il discorso del celebrante di un matrimonio simbolico

Discorso celebrante matrimonio simbolico

Sei stato scelto o scelta come celebrante in un matrimonio simbolico?

Allora sappi che il tuo ruolo è centrale all’interno della cerimonia e richiede di fare un bel discorso iniziale di accoglienza degli sposi e di introduzione al rito simbolico. Tutti gli occhi e le orecchie saranno puntati su di te e non potrai che essere assolutamente impeccabile.

È importante creare con le parole la giusta atmosfera, mettere tutti a proprio agio e gestire le emozioni degli sposi, dei partecipanti e naturalmente anche le proprie.

Come si fa? Nei prossimi paragrafi cercherò di darti alcuni consigli e indicazioni, ma se vuoi parlarne con me oppure ricorrere al mio aiuto per scrivere insieme il tuo discorso come celebrante di un matrimonio simbolico, puoi cliccare il bottone qui sotto e sarò felice di ascoltarti.

I matrimoni simbolici

I matrimoni simbolici sono sempre più diffusi. Le coppie preferiscono fare una cerimonia civile o religiosa intima, con pochissime persone presenti o addirittura accompagnati solo dai testimoni, e poi festeggiare qualche giorno dopo, ma anche settimane o mesi più tardi, insieme a parenti e amici.

In questo modo si hanno alcuni vantaggi:

  • personalizzazione: le coppie possono creare cerimonie che rispecchiano la loro personalità e la loro storia d’amore, scegliendo location uniche come spiagge, giardini o vigneti dove non sarebbe possibile tenere una cerimonia civile o religiosa;
  • flessibilità: gli sposi possono personalizzare la cerimonia inserendo i riti, le musiche e i simboli che vogliono e far parlare le persone che preferiscono;
  • tranquillità: separare la parte ufficiale del matrimonio dai festeggiamenti per alcune persone può essere meno stressante e permette loro di godersi di più la giornata.

Quando però non c’è un rito religioso o civile a guidare, si deve creare tutta la cerimonia da zero, discorso d’apertura compreso.

Ma quali sono le differenze tra i discorsi all’interno dei vari riti?

Differenze tra discorsi di matrimonio per riti religiosi, civili e simbolici

A seconda del tipo di celebrazione cambiano le tipologie di discorsi che si possono fare e i ruoli che si possono assumere. Vediamo più nel dettaglio.

Discorso per matrimonio religioso

Discorso celebrante matrimonio simbolico

Molti matrimoni religiosi vengono celebrati con rito cattolico all’interno di una chiesa e a officiare il rito è sempre il sacerdote; a parenti o amici può essere chiesto soltanto di scrivere un discorso da leggere in un momento specifico della messa, di solito poco prima della conclusione.

La celebrazione è la classica messa con riti di introduzione, liturgia della parola con letture e omelia del sacerdote, seguita dallo scambio delle promesse e degli anelli, per poi passare alla liturgia eucaristica e alle benedizioni e invocazioni finali.

Gli sposi hanno poco margine di personalizzazione: possono scegliere le persone deputate a leggere le letture tratte dall’Antico e dal Nuovo Testamento (letture che possono essere scelte tra un numero già selezionato di testi) e le preghiere, e possono chiedere a una, o talvolta due, persone di fare un breve discorso prima della conclusione della celebrazione.

In questo caso il discorso che viene pronunciato dalla persona prescelta dovrebbe avere un significato anche religioso, essere piuttosto sobrio, contenere al più una moderata ironia e avere una durata di due o tre minuti al massimo. Spesso, infatti, queste celebrazioni sono lunghe e i partecipanti potrebbero non apprezzare un discorso ampio e articolato dopo più di un’ora di presenza in chiesa (sempre che tutti siano puntuali e la cerimonia inizi all’orario previsto).

Discorso per matrimonio civile

Discorso celebrante matrimonio simbolico

Nel caso di rito civile un parente o un amico, oltre a poter leggere un discorso di saluto e di augurio agli sposi, può essere anche delegato a celebrare il matrimonio vero e proprio. In questo caso ci sono formule prestabilite da pronunciare perché l’unione sia valida, ma si può personalizzare il discorso di apertura e di chiusura, secondo il proprio gusto e le indicazioni degli sposi.

Questo discorso è piuttosto libero, ma chi celebra deve comunque ricordare che quel giorno ricopre la carica temporanea di ufficiale di stato civile, che prevede alcuni obblighi.

Il rito consente anche ad altre persone oltre l’officiante la possibilità di pronunciare un discorso personalizzato di auguri agli sposi.

Discorso per matrimonio simbolico

Discorso celebrante matrimonio simbolico

Il rito simbolico, invece, non ha obblighi formali in quanto l’unione civile o religiosa c’è già stata oppure gli sposi non vogliono il riconoscimento legale della propria unione e quindi non si sposano ufficialmente ma fanno solo una grande festa.

In questo caso il o la celebrante ha grande libertà per quanto riguarda lo svolgimento di tutto il rito e anche per il discorso da pronunciare. Idem per le altre persone che vogliono fare i propri auguri personalizzati e che possono avere un loro spazio in un momento qualsiasi della cerimonia, a discrezione degli sposi.

Un matrimonio simbolico lascia al celebrante la possibilità di dire quello che vuole e di parlare per quanto vuole, in accordo con gli sposi. In questo caso non è un ufficiale di stato civile e la scaletta è del tutto libera.

Possono essere introdotti dei piccoli riti suggestivi, prevedere lo scambio degli anelli e così via.

Tutta questa libertà, però, può essere difficile da gestire e non è vero che si può dire proprio tutto tutto quello che vogliamo. Ci sono infatti delle regole non scritte che si dovrebbero seguire se si vuole scrivere un discorso che sia d’impatto.

Sia che siamo investiti del ruolo di officiante, sia che siamo dei semplici invitati a uno dei vari riti, potremmo voler pronunciare un discorso di matrimonio originale e divertente inserendo aneddoti, citazioni, ricordi che accomunano il celebrante e gli sposi, ma si deve fare attenzione a non esagerare per non risultare fuori luogo. Oppure potremmo puntare sul romanticismo, ma anche qui il rischio di diventare pesanti o melensi è molto alto.

Se tutta questa libertà ti mette troppa pressione addosso, contattami e cercherò di aiutarti a gestirla. Se invece vuoi sapere quali caratteristiche dovrebbe avere il discorso pronunciato dal celebrante di un matrimonio simbolico, continua a leggere.

Come scrivere il discorso per un matrimonio simbolico

Non ci sono regole precise per scrivere un discorso di matrimonio per un rito che non sia religioso né civile, però ci sono alcuni elementi da tenere in considerazione.

Gli sposi, il celebrante e il contesto

Quando mi viene chiesto di scrivere uno di questi discorsi, quello che faccio per prima cosa è una lunga chiacchierata con la persona che dovrà pronunciarlo. Mi faccio raccontare che cosa la unisce agli sposi, che cosa li accomuna, cosa ama di loro, cosa vorrebbe trasmettere loro e cosa vorrebbe far sapere a tutti quanti di queste due persone speciali che avrà davanti.

Mi faccio anche dire che cosa è bene non far venire fuori, cosa evitare, eventuali situazioni delicate.

Cerco di capire quale sarà l’atmosfera, che tipologie di invitati ci saranno (più amici o più parenti, molti giovani, tanti o pochi bambini, quasi tutti adulti e così via) e, soprattutto, come sono gli sposi. Chiedo se amano l’ironia, se li si può prendere un po’ giro, se sono molto romantici, qual è la loro storia, come si sono conosciuti, quali sfide hanno affrontato. Chiedo anche se hanno film o libri o canzoni preferite, cosa amano fare insieme nel tempo libero, oltre alla loro età e alla professione.

Tutto questo mi aiuta a entrare nel contesto in cui vivono gli sposi, a cercare di intuire che persone sono e cosa potrebbe far piacere loro ascoltare e cosa invece non vorrebbero proprio sentire.

Parola d’ordine: coinvolgere

Si potrebbe anche scegliere di ricorrere a un discorso di matrimonio già pronto, magari trovato sul web, oppure decidere di scriverlo con l’intelligenza artificiale, ad esempio con ChatGpt. È una scelta ragionevole, ma bisogna tenere presente che si rischia di ritrovarsi con delle parole esteticamente belle, contenenti ragionamenti corretti, ma un po’ vuote o senza mordente.

E chi ci ascolterà inevitabilmente sarà portato a distrarsi.

Per ascoltare attivamente qualcuno che parla senza interruzioni per alcuni minuti è essenziale che quello che dice interessi, intrattenga, diverta o commuova. Insomma, è necessario provare delle emozioni.

E come si fa? Si deve raccontare una storia.

Si può parlare un po’ di noi stessi e dire come abbiamo conosciuto gli sposi o in che rapporti siamo con loro, si può parlare degli sposi e metterli in relazione con l’amore, con la bellezza della loro unione, ma sempre in modo molto personale e non astratto.

Che l’amore è bello, l’unione matrimoniale è per la vita, è un grande passo e ci vuole tanto coraggio lo sappiamo tutti, ma come si declina tutto ciò nella vita degli sposi? Come diventa qualcosa di unico in relazione a loro?

Raccontiamo una storia e mettiamoci dei personaggi veri al suo interno, ossia gli sposi, altri parenti e amici, noi stessi, e tutti ci ascolteranno.

È bene però stare attenti a possibili esagerazioni o errori, per cui non dimentichiamoci di:

  • parlare di entrambi gli sposi in modo più o meno equo; se siamo molto più in confidenza con uno dei due si può parlare di più di lui o lei ma senza esagerare;
  • non concentrare troppa attenzione su noi stessi: abbiamo un ruolo importante e possiamo rimarcarlo, ma i protagonisti non siamo noi;
  • nominare e coinvolgere altre persone solo se pensiamo che a loro possa fare piacere e sia gradito anche agli sposi, ricordandoci di non soffermarci troppo e non essere eccessivamente sdolcinati né fare battute sgradevoli.
Discorso celebrante matrimonio simbolico

Struttura e durata del discorso di matrimonio per officiante simbolico

Non c’è una regola precisa su come impostare un discorso o su quanto farlo durare.

La struttura è quella di ogni storia che raccontiamo: incipit, corpo centrale, conclusione.

Incipit

L’inizio del discorso deve essere piuttosto formale, contenere il benvenuto agli sposi e a tutti i presenti e una nostra brevissima presentazione.

Possiamo dire da quanto tempo conosciamo gli sposi (a meno che non sia palese e tutti lo sappiano, ad esempio se siamo la sorella o il fratello di uno di loro), fare una considerazione sulla location, dare qualche informazione su come si svolgerà il rito e spiegare come mai gli sposi hanno scelto questa formula particolare.

Cerchiamo in ogni caso di usare delle frasi accattivanti e di non far assomigliare quello che diciamo all’introduzione di una recita scolastica o all’elenco della spesa.

Si tratta di un monologo, ma le persone devono sentirsi parte attiva e questo obiettivo si raggiunge dando input diversi, solleticando la curiosità, regalando aneddoti, richiamando film o libri famosi.

Corpo centrale

È la parte più seria del discorso, ma se il contesto lo consente è comunque bene intervallare con qualche battuta o allusione simpatica (e mi raccomando che sia davvero simpatica e non forzata né scontata, imbarazzante o esagerata).

Qui si può raccontare qualcosa degli sposi, del nostro rapporto con loro, parlare anche di amore e di unione, fare considerazioni interessanti e provare a entrare nel cuore delle persone che ci ascoltano.

Conclusione

Ci si avvia a iniziare la cerimonia vera e propria, per cui piano piano usciamo da dove il discorso ci ha portati, scivolando nel momento presente e, tra auguri vari (attenzione che anche questi non siano scontati o banali ma cuciti addosso agli sposi) diamo la parola a chi ci seguirà con un discorso o con una parte del rito. Oppure teniamo la parola noi stessi spiegando quello che si va a fare.

Durata

Una buona durata per un discorso di matrimonio di questo tipo è di circa 4 o 5 minuti, che corrispondono all’incirca a un paio di pagine in formato A4.

Si può anche fare più breve, ma si corre il rischio di sembrare frettolosi; nel caso in cui sia più lungo invece, il rischio è di diventare prolissi e perdere l’attenzione di chi ci ascolta.

Ovviamente la lunghezza del discorso dipende anche da quante cose abbiamo da dire e dalla nostra abilità nello scrivere e poiché abbiamo visto che non è affatto semplice, ci si potrebbe anche scoraggiare un po’.

Se ti trovi in questa situazione e non sai bene come fare per scrivere un discorso come celebrante di un matrimonio simbolico, puoi contattarmi e insieme realizzeremo un discorso che rispecchi i tuoi sentimenti nei confronti gli sposi e li accompagni verso i momenti più importanti della celebrazione del rito in modo semplice ma efficace.

Scrivimi all’indirizzo info@letiziabadioli.it oppure clicca il bottone qui sotto.

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