Editing: serve davvero?

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SOMMARIO

Quando abbiamo appena finito di scrivere un libro l’ultima cosa che vorremmo sentirci dire è che deve essere modificato. Questo, infatti, significherebbe che contiene degli errori o che non è piaciuto, che non è bello da leggere, anche se noi ci abbiamo messo l’anima e tutte le energie che avevamo.

A volte prendiamo coraggio e chiediamo il parere di amici e parenti, i quali di solito ci danno opinioni positive, il più possibile sincere. Se possono ci danno anche dei buoni consigli, ma ciò che cerchiamo da loro sono soprattutto incoraggiamenti e quelli non mancano mai perché ci vogliono bene.

E perché tutto questo non dovrebbe essere sufficiente? A cosa serve far leggere il libro a un professionista, a un editor? Al massimo ci può essere bisogno di una correzione di bozze e di una bella impaginazione, ma dopo che ci abbiamo lavorato così tanto e varie persone di fiducia ci hanno dato pareri positivi, perché il contenuto dovrebbe aver bisogno di modifiche?

Quello che spesso non è chiaro è che l’editing non ha lo scopo di individuare cosa c’è di sbagliato in un libro, ma ha il compito di tirare fuori, da quel libro, il meglio possibile.

L’ottica con cui un editor si accosta a un testo non è quella di bacchettare l’autore per gli errori che ha fatto, ma di affiancarlo per dare il massimo, individuando ciò che appesantisce la storia o la rende incoerente o poco consistente, e agendo sui punti di forza, sull’originalità, su quello in cui l’autore è davvero bravo e unico. E tale unicità non solo viene mantenuta, ma è valorizzata.

Quando uno scrittore o una scrittrice esordiente si trova davanti un esempio di editing fatto su alcune pagine di una sua opera, spesso rimane stupito. Non di rado mi è capitato di sentirmi dire: «Non pensavo che ci fossero così tante cose da correggere, mi pareva di averlo scritto bene. Seguendo le tue indicazioni, però, è proprio migliorato!».

Con l’editing si eliminano eventuali buchi nella trama, si analizza l’arco di trasformazione del personaggio, ma si pensa anche alla parola più giusta da usare in una certa frase.

E la correzione di bozze? Serve anche quella, certamente, ma è un intervento che arriva dopo l’editing, quando il libro ha ormai raggiunto la sua versione definitiva. A quel punto si può andare a caccia di eventuali refusi, piccole ripetizioni, si uniforma la punteggiatura, ecc.

Per capire meglio la differenza tra editing e correzione di bozze puoi leggere questo articolo.

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